In breve

  • Il registro telematico ICQRF pubblica mensilmente le giacenze di olio per categoria, origine e regione: è un dato pubblico, gratuito, consultabile da chiunque.
  • Confrontando due mesi consecutivi si calcola quanto olio è stato immesso al consumo e quanto resta a disposizione sul mercato.
  • Un rapporto giacenze/consumi alto segnala disponibilità abbondante e minore pressione sui prezzi nel breve periodo; un rapporto basso indica il contrario.
  • La quota di EVO italiano in giacenza conta più del totale aggregato, perché è quella su cui si forma il prezzo dell'olio nazionale non miscelato.
  • Il dato fotografa il mese precedente: va letto come tendenza, non come prezzo del giorno.

Cosa pubblica il registro telematico ICQRF?

Il registro telematico raccoglie le dichiarazioni di carico e scarico di frantoi, imbottigliatori e depositi, e restituisce ogni mese un quadro aggregato delle giacenze nazionali. Il dato è suddiviso per categoria merceologica (olio extravergine, vergine, lampante, di oliva, di sansa), per origine (Italia, Unione Europea, Paesi terzi) e per regione di detenzione. Questa articolazione è ciò che rende il bollettino utile a un buyer: non basta sapere quanto olio c'è in Italia, serve sapere che tipo di olio, di che provenienza e dove si trova fisicamente.

Per chi acquista EVO Peranzana o altre produzioni pugliesi, ad esempio, il dato regionale è più rilevante del totale nazionale, perché fotografa la disponibilità nella piazza di riferimento della propria filiera.

Dove si trova il dato e come si legge un mese?

Il bollettino ICQRF è consultabile online ed è ripreso periodicamente da testate di settore come AgroNotizie e da portali verticali come olio-extra-vergine.it, che ne riportano i numeri della campagna in corso. Leggerlo richiede un confronto tra due rilevazioni consecutive.

Un esempio relativo alla campagna 2026/27: al 30 giugno 2026 le giacenze di olio extravergine risultavano pari a 206.955 tonnellate; al 31 luglio 2026 erano scese a 185.373 tonnellate. La differenza, 21.582 tonnellate, rappresenta l'olio EVO immesso al consumo in quel mese (vendite, imbottigliamento, forniture a grossisti e industria). Questo tipo di calcolo — giacenza iniziale meno giacenza finale — è lo strumento base per capire quanto velocemente il mercato sta assorbendo lo stock disponibile.

206.955 tGiacenza EVO 30/6/2026
185.373 tGiacenza EVO 31/7/2026
21.582 tEVO immesso al consumo

Chi segue anche le quotazioni settimanali della Borsa Merci Telematica Italiana può incrociare questo dato mensile con l'andamento dei prezzi, per vedere se le due serie si muovono in modo coerente o se emergono anomalie da approfondire prima di definire un acquisto.

Cosa implica un rapporto giacenze/consumi alto per prezzi e disponibilità?

Un rapporto giacenze/consumi alto significa che, al ritmo di assorbimento registrato nel mese, resta disponibile una quantità di olio superiore al normale: tendenzialmente un segnale di minore pressione sui prezzi e di maggiore margine negoziale per il buyer. Un rapporto basso indica invece che lo stock si sta esaurendo più rapidamente, condizione che storicamente precede fasi di tensione sui prezzi, soprattutto se coincide con un nuovo raccolto scarso.

Va detto con chiarezza: il registro non fornisce un prezzo, ma un indicatore di disponibilità fisica. La lettura corretta è come segnale di tendenza da incrociare con altre fonti — quotazioni di borsa, previsioni di produzione ISMEA e UNAPROL, comunicazioni dirette dai fornitori — più che come base per stimare un valore puntuale. Chi vuole capire più a fondo le dinamiche che muovono il prezzo dell'olio EVO all'ingrosso può approfondire nell'articolo su come si forma il prezzo dell'olio Peranzana sfuso.

Perché la quota di EVO italiano conta più del totale?

La quota di EVO italiano in giacenza è l'indicatore più rilevante per chi acquista prodotto nazionale, perché il totale aggregato comprende anche olio di origine UE ed extra-UE che segue dinamiche di prezzo diverse. Nella rilevazione citata, su 185.373 tonnellate di EVO complessivamente in deposito, 108.299 tonnellate erano di origine italiana. Questo significa che poco meno del 60% dello stock nazionale di extravergine era effettivamente prodotto in Italia: una quota utile per chi deve valutare se la disponibilità di olio 100% italiano è ampia o ristretta, a prescindere dal dato aggregato che include anche import.

Un buyer che richiede specificamente olio italiano, o che deve dichiararlo in etichetta secondo le regole di origine, non può limitarsi a guardare il totale: deve isolare la componente nazionale, perché è su quella che si gioca davvero la disponibilità del prodotto che gli interessa.

Perché la Puglia è la piazza da osservare?

La Puglia è la regione da monitorare con maggiore attenzione perché detiene la quota più consistente di giacenze EVO italiane: nella rilevazione presa in esame, 64.101 tonnellate di extravergine erano depositate in regione, la porzione più ampia tra quelle regionali rilevate dal registro. Per un imbottigliatore, un grossista o un importatore che lavora con olio pugliese — compreso l'EVO ottenuto da olive Peranzana dell'Alto Tavoliere — questo dato regionale è più informativo del totale nazionale, perché descrive direttamente la piazza di approvvigionamento di riferimento.

Monitorare mese per mese l'andamento delle giacenze pugliesi aiuta a capire se la disponibilità nella propria area di acquisto si sta riducendo più o meno velocemente rispetto al resto del Paese, un'informazione utile anche per chi pianifica la prenotazione di una partita prima della nuova raccolta, come descritto nella guida sulla campagna olearia Peranzana.

Checklist: tre indicatori da guardare ogni mese

Per trasformare il bollettino ICQRF in uno strumento operativo, conviene fissare l'attenzione su tre dati ricorrenti:

1

Giacenza EVO totale e variazione mese su mese — indica la velocità con cui il mercato sta assorbendo lo stock disponibile.

2

Quota EVO italiano sul totale — distingue la disponibilità di prodotto nazionale da quella di origine UE o extra-UE.

3

Giacenza EVO nella regione di riferimento (es. Puglia) — fotografa la disponibilità nella piazza da cui l'azienda acquista effettivamente.

La regola pratica che ne deriva è semplice: quando le giacenze restano alte in un mese in cui il nuovo raccolto si annuncia scarso, l'olio del vecchio raccolto offerto a prezzo scontato merita una verifica analitica prima dell'acquisto — in particolare numero di perossidi e indice K270 — perché uno stock che fatica a essere smaltito può nascondere partite più vicine ai limiti di shelf life o con una qualità sensoriale già in calo. Le tipologie di frode e i controlli documentali da richiedere in questi casi sono descritti nell'articolo sulle frodi nel mercato dell'olio all'ingrosso.

L'angolo Pannarale: certificato di lotto e data di molitura

In Azienda Agricola Pannarale ogni partita di olio extravergine Peranzana è accompagnata da un certificato di lotto con data di molitura dichiarata, un elemento che permette al buyer di verificare l'età reale dell'olio indipendentemente dal livello delle giacenze nazionali o regionali in quel momento. Conoscere la data di molitura, insieme ai parametri analitici della partita, consente di valutare la freschezza del prodotto senza doversi basare solo su indicatori di mercato aggregati. Per approfondire cosa verificare in fase di acquisto su partite di volume consistente, è disponibile la guida sulla tracciabilità dell'olio extravergine.

Il limite da tenere presente

Il registro telematico ICQRF fotografa la situazione del mese precedente, non il prezzo del giorno: è un indicatore di tendenza, utile per orientare le decisioni d'acquisto, non uno strumento di quotazione in tempo reale. Va quindi letto insieme ad altre fonti — quotazioni di borsa, stime di produzione, contatti diretti con i fornitori — per costruire un quadro completo prima di impegnarsi su un volume importante.

Domande frequenti

Dove si trova il bollettino mensile delle giacenze di olio in Italia?

Il dato è pubblicato dal registro telematico dell'olio di oliva gestito dall'ICQRF ed è ripreso periodicamente da testate di settore come AgroNotizie e da portali verticali come olio-extra-vergine.it, che ne commentano i numeri della campagna in corso.

Cosa significa un rapporto giacenze/consumi alto?

Significa che, al ritmo di vendita registrato nel mese, resta disponibile più olio del normale rispetto al consumo: tendenzialmente un segnale di minore pressione sui prezzi nel breve periodo, da verificare comunque con altre fonti di mercato.

Alte giacenze significano automaticamente che l'olio vecchio è di qualità inferiore?

No, non automaticamente: le giacenze alte indicano solo una disponibilità più ampia di prodotto. È la combinazione tra giacenze alte e un nuovo raccolto scarso a suggerire una verifica analitica — perossidi e K270 — prima di comprare a sconto, perché in quello scenario il mercato può offrire partite più datate.

Con quale frequenza viene aggiornato il dato ICQRF?

Il registro telematico pubblica un aggiornamento mensile, confrontabile con il mese precedente per calcolare le quantità immesse al consumo.

Chi acquista olio extravergine all'ingrosso e vuole impostare gli ordini su basi verificabili — incrociando i dati di giacenza con la qualità documentata lotto per lotto — può richiedere a Azienda Agricola Pannarale un campione con certificato di lotto e data di molitura, oppure consultare la scheda tecnica dell'EVO Peranzana IGP per valutare i parametri prima di definire il volume d'acquisto.